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February 26 Dai diari di Kurt CobainQualche tempo fa lessi sul blog di un'amica dei pensieri tratti dai diari di Kurt Cobain (per chi avesse vissuto su Marte negli ultimi 30 anni si tratta del cantante suicida dei Nirvana).
Ho deciso di riportarli quì perchè mi sembrano davvero parole sensate, che possono far riflettere un po' se interpretate nella maniera giusta.
"Ho molto da dire, ma lo lascio a te.
Lo lascio a quelli che meglio di me hanno la capacità di elaborare il proprio scontento, i fatti per sostanziarlo e la pazienza di dibattere dell’impossibile deprogrammazione dei proprietari delle piantagioni, dei loro operai e dei loro schiavi.
Gli schiavi nati nel proprio mondo, che nn si domandano nulla, inconsapevoli dell’approvazione, da parte della propria generazione, di un atteggiamento alla “così va il mondo”, derubati di una cultura della penna, nati in una penna che perde l’inchiostro, ma che si ricarica con la razzia dei beni effimeri e la preghiera per il superfluo attraverso la fede dettata dai signori feudali:
“Prendere o lasciare”,
“Mangia questa minestra o salta dalla finestra”,
“Ti ho messo al mondo e dal mondo posso toglierti”,
“Sarò io a giudicare”.
Nessun istinto di fuga, solo un gran trascinarsi gli uni sugli altri dentro una sovrappopolata cisterna, stesi nell’attesa di mangiare più di quel che occorre, e desiderosi di averne di più perchè non si sa mai se risuccederà. Procreare, aspettare, lamentarsi, pregare.
[...]
Mi conservo appositamente naïf e sto alla larga dalle informazioni di questa terra perchè è l’unico modo di evitare un atteggiamento cinico. Tutto quello che faccio è profondamente inconscio perchè non è possibile razionalizzare la spiritualità. Non meritiamo questo privilegio. Nn so parlare. So sentire. Forse un giorno mi trasformerò in Helen Keller, perforandomi le orecchie con un coltello, e tagliandomi le corde vocali."
NIRVANA - SMELLS LIKE TEEN SPIRIT
Load up on guns and bring your friends
It's fun to lose and to pretend She's over bored and self assured Oh no, I know a dirty word Hello, hello, hello, how low? With the lights out, it's less dangerous I'm worse at what I do best Hello, hello, hello, how low? With the lights out, it's less dangerous And I forget just why I taste Hello, hello, hello, how low? With the lights out, it's less dangerous A denial !! NIRVANA - PROFUMA DI SPIRITO ADOLESCENTE
Caricate le pistole e portate gli amici
E' buffo perdere e fingere Lei è arcistufa e sicura di sè Oh no, conosco una parolaccia Ciao, ciao, ciao, quanto giù? Con le luci spente, è meno pericoloso Sono il peggiore a fare ciò che faccio meglio Ciao, ciao, ciao, quanto giù? Con le luci spente, è meno pericoloso E mi dimentico perchè ho assaporato Ciao, ciao, ciao, quanto giù?
Una negazione!! February 15 Un discorso a dir poco INSOLITO! =DHo deciso di riportare in questa sede una conversazione avuta con un anonimo perchè la considero piùttosto interessante o quanto meno fuori dalla norma.
DISCLAIMER: attenzione, la lettura dei contenuti qui riportati può provocare effetti collaterali, ANCHE GRAVI (come l'aspirina). Sconsiglio la visione a chi vuole che rimanga inalterata la dimensione dei propri coglioni (o, nel caso del genere femminile, che non ne crescano).
Tutto iniziò un giorno in cui gironzolavo (invece di studiare il simbolismo =D) tra i blog dei miei conoscenti. Ad un tratto il mio occhio viene catturato da un commento che, lasciato ad un intervento in cui Rossella diceva di essere sempre tenuta all'oscuro di ciò che succede, mi lascia perplesso:
(nessun nome)
L'inganno di per se non può che far scontare in terra pene che
sarebbero posticipate in una qualche futura vita
vivi e gli altri saranno ingannati , fingi e gli altri saranno ingannati
nulla di nuovo sotto il sole.
12 febbraio 15.51
Al che io rispondo:
Massimo
Cazzo, una ragazza scrive un intervento per ricevere qualche consiglio (o solo per sfogarsi) e uno se ne esce con una frase in latino presa da chissà quale fumetto e l'altro con una tanto enigmatica quanto cinica considerazione su pene da scontare in altre vite. Della serie "come complicarsi la vita quando nessuno ne avrebbe bisogno"...
12 febbraio 20.00
E qui inizia il bello. "nessun nome" parte in quinta:
(nessun nome)
Poco intelletto poca cura di ciò che hai sotto gli occhi
ovvio che non si capisce una frase.
13 febbraio 9.12
...continuando poi sul MIO di blog: (nessun nome) Sei un sognatore, leggi libri , poesie, studi architettura e non comprendi alcune parole scritte non a caso su un blog mi spice ma della letteratura,della poesia, dei libri non hai capito nulla non riuscirai mai da architetto/designer a progettare un oggetto da mettere in un determianto luogo e non in un altro perchè per te tutto gli oggetti etutti i luoghi sranno sempre uguali un determinato oggetto è posto in un determinato luogo perchè è lì e solo lì che massimizza la sua espressività e vitalità e lo stesso è una parola od una frase. cambia facoltà , se non vuoi diventare un altro tecnico servitore che non ha nulla da aggiungere a questo mondo. 13 febbraio 11.21
Massimo Beh, che dire, dovrò starti a sentire per forza, perchè per sapere così bene cosa sia un progetto architettonico e riuscire a comprendere ontologicamente una persona solo da ciò che lascia intravedere dovrai come minimo essere il punto d'incontro tra Paxton e Winckelmann! Credi che le parole servano davvero a qualcosa, che possano risolvere qualunque situazione con la loro "forza espressiva"; entri nel blog di uno che ha criticato una tua frase e credi di conoscerlo, di essere in grado di giudicarlo (o di dargli dei consigli, alla fine è la stessa cosa), di comprendere anche solo uno dei milioni di processi mentali che ogni secondo attraversano la sua mente. Ci tieni a specificare che ogni cosa ha una sua funzione in un determinato campo, riuscendo subito dopo con un giro di parole nemmeno tanto abile a mescere nello stesso brodo letteratura e architettura, a giudicare me come Essere attraverso il mio Voler apparire su questo o altri blog! Arrivi addirittura a profetizzare il mio fallimento in campo lavorativo basandoti sulla tua ipotetica (e patetica) convinzione di sapere tutto di me, di conoscere il mio passato, il mio presente e, a quanto pare, il mio futuro! Non c'è che dire, sono quasi sicuro di non aver mai conosciuto nessuno che sia tanto e lucidamente presuntuoso! I tuoi giudizi morali tienili per te (naturalmente questo non nega il mio invito ad una replica, nel caso in cui tu la ritenga necessaria). Nel MIO mondo (oh, davvero credevi ce ne fosse uno ed uno solo, uguale ed indivisibile per tutti?) non ho bisogno di altri moralisti. 13 febbraio 17.26 (http://d3v1l87.spaces.live.com/)
(nessun nome) Tu forte assertore delle megliaia di mondi che possono coesistere vorresti affermare che quello da me tracciato non esista? Delle migliaia di mondi mentali o percettivi a cui tu ti riferisci con ossevazioni che poco vanno oltre il quotidiano.Prima asserisci l'esplosività della percezione il processo ad infinitum di continua compenetrazione di mondi mentali e poi ne neghi uno così piccolo da me tracciato!Certe affermazioni dovrebbero essere fatte in maniera consapevole. Convinto assertore di una "soul's powder" la cui espressività spazia dalla architettura alla poesia pur non variando nell' intimo.Oltre al fatto che ontologicamente non può essere colta una persona, mi dispiace ma in sede metafisica non vi è alcun principio di individuazione a differenza del fenomenico nel tempo e spazio suppliscono al principio di individuazione, seppur discutibilmente.Delle migliaia di mondi che esplodono uno dietro l'altrop nella tua mente chi ti dici che vi sia nella mente di altri uno ed uno solo di questi ipostatizzato?Chi ti dice che la tua stessa percezione non sia ingannata da questo eplodere e continuo incedere di bombe?Perchè mai alcune parole da te scritte in un determinato contesto non possono essere la cifra del tuo pensiero?Oppure del tuo modo di essere?perchè mai non può essere nel linguaggio, in poche parole da te scritte la manifestazione dell'intera tua mente?nel momento in cui scrivi delle parole queste si confrontano con l'intero della realtà e non solo con quella a cui tu ti riferisci e nel fatto stesso che hai scritto quelle perole e non altre ci stai tu che ti confronti con l?intero della realtà e da questo rafrfronto che delle migliaia di mondi in cui vivi dovrebbe riuscire un "uno tutto" che sia manifestazione del fatto che ogni mondo rispetta sia quello che lo precede che quello che lo segue nella consapevolezza del proprio trattenersi e non intrattenersi entro la tratta nella quale tu lo percepisci, l'esistenza di una polifonia di mondi non significa vivere.In ogni oggetto o egregio corpo che viene osservato anche da tanto tempo una mattina che ti svegli se provi anamorficamente, per una istraforo di prospettiva , scorgerai una macchia che renderà non più egregio quel corpo.Ora perchè mai questa traccia non può essere stata per me quello che tu hai scritto in quel blog in quel momento?Nel mare piatto ribollente che dici di avere in te perchè mai alcune parole non possono rappresentare una traccia che mi ha fatto scorgere una macchia sul tuo egregio corpo?Questa continua apertura alle migliaia di mondi mentali che esistono forse che non stia permettendo di avere una reale visione?Forse che stai avendo tante reali visioni per quanti mondi hai?Forse che è una visione applicata egualmente ad ogni singolo mondo delle migliaia?In questa tua completa ,e sbagliata a mio avviso, apertura d'essere perchè mai non possono rientrare alcune parole?Ogni oggetto di una casa messo in un determinato posto in una determinata posizione manifesta l'essenza della casa stessa, anche un solo oggetto basta per comprendere l'essenza che si è voluto infondere in quella casa, chi ti dice che quelle parole da te scritte non siano uno oggetto della "te-casa"? 13 febbraio 19.41
Massimo Non c'è che dire. Su alcuni punti non posso che darti ragione. Si, sei nel giusto, da una semplice frase si può scorgere una "macchia" di ciò che è il mio "unicum", ma, a differenza di ciò che tu pensi, per me quella macchia è e resterà tale; ciò che riuscirai a scorgere, osservandola, è solo un lievissimo barlume degli altri mondi dai quali non può prescindere (come giustamente hai specificato) ma che non contiene; al massimo può rifletterli, distorcendoli ineluttabilmente. Un po' come la luna distorce i raggi solari. Non fraintendiamo, non sto dicendo che quella tua visione sia discutibile o, più in generale, sbagliato; ma che esso, reale quanto gli altri, si perde nell'infinità dei mondi possibili, che evidentemente non conosci(amo) se non attraverso deforme riflesso. Ora, tornando un po' coi piedi per terra, lasciando perdere per qualche secondo il mondo delle idee in cui tutto è perfetto e affondando coi piedi in questo fango (e qui già intravedo la tua faccia beffarda che ha già pronta una risposta coi fiocchi, che a questo punto mi aspetto da quel "senza nome" che si è creato nella mia testa), ci si accorge che forse un essere umano è un po' più complesso di una sua macchia. Ciò che maggiormente mi ha dato fastidio del tuo primo commento è stata la superbia dei tuoi "consigli"; per farla breve è come se notando un (io-)quadro storto avessi affermato che l'intera (io-)casa stesse per crollare (cosa possibile, in quanto il (io-)quadro può essersi spostato in seguito ad un movimento della (io-)struttura, a causa di instabilità alle (io-)fondamenta che a lungo andare provocherà un cedimento del (io-)plico di fondazione ma...diciamolo, è PRATICAMENTE improbabile). Eppure non posso che darti ancora ragione! Se il tuo "Massimo" (quello scorto in quel commento) ha questo destino va bene, non posso dirti che sia sbagliato. Ma non posso dirti neppure che ciò non mi abbia urtato, non posso (non voglio, forse è meglio per evitare fraintendimenti) accettare che qualcuno mi sbatta in faccia la sua visione di me stesso quando questa è dettata da quella famosa (ed ormai ridondante) macchia. Non se dentro di me vedo davvero alcuni di quei mondi di cui scorgi appena la luce. Per renderti l'idea, il fastidio che ho provato nel momento in cui hai esposto la tua visione del mio futuro potrebbe essere paragonabile a quello che hai provato tu nel momento in cui ho insinuato (non senza provocazione) che non ti fossi posto prima la questione sull'unicità del mondo. In ogni caso ti ringrazio per aver stimolato un po' la mia mente, arruginita e sull'orlo dell'atrofizzazione a causa dell'inusitata pigrizia mentale dettata dalle convenzioni moderne!! Confido in una tua (polemica, naturalmente) replica! P.S.: l'anonimato non dà più quell'aria da agente segreto in missione...potresti dirmi chi sei, sempre che non ti metta a disagio? 14 febbraio 0.49 (http://d3v1l87.spaces.live.com/)
(nessun nome) Nessuno può sbattere in faccia alcun futuro in faccia a qualcuno, una traccia di linguaggio può far rinascere come una fenice quella visio maniacale all'interno della quale ci fù la contemporanea visione del passato presente e futuro considerati in pari dignità, in cui ogni mondo da quello che sta per venire che senza quello presenziante non avrebbe senso, a quello presenziante che privo di quello che ha già presenziato non avrebbe senso a sua volta è solo in questa visione estatica dei non-presenziante/presenziante/presenziato è nell aver curanza di tutti e tre i "mondi" che si scorge quella traccia la quale ricevuta forma nel confronto con la realtà attraverso il linguaggio dona una luce che ripone il presente esattamente nel tempo che vive come presente, il destino non è del futuro che si occupa, ma del tuo presente.Rimettere il presente nella sua presenzialità solo attraverso la omnicomprensione di passato-presente-futuro.La mia era una polemica perchè ogni cosa grande,difficile o che molto fa tremare la quotidianità è nella battaglia appunto polemos, ma battaglia non fra compatrioti, purtroppo.Se nulla ha un senso allora tutto ciò che esiste ha senso, se non esiste alcuna morale allora la morale è proprio la non morale, se non esiste alcuna regola allora la regola è appunto la non regola.Nel momento in cui il pensiero fuoriesce da se stesso smette di vivere e quello che si asserisce seppure il nulla è esattamente vigente come una qualsiasi legge, regola , morale "normali".L'uomo ha per vivere solo questo mondo e questa realtà e le parole del proprio intelletto attraverso il quale vive, non donare ad esso massima importanza sta a ingannarsi,illuderi , incantarsi non dare ad esso massima forza cogente di semiosi universale sta ad defraudarlo privarlo di ciò che ha da sempre.Perciò ogni mini ma espressione intellettuale,del'intelletto, ha massima valenza.Il fatto che evverti la terra tremare sotto i piedi non significa che bloccare in una realtà immaginifica(che si dimostrerà essere più oggettiva) una data percezione ed espanderla ,seppur sotto una ragione discriminante, a sterminati spazi e sovraumani silenzi non sia fruttuoso.Il futuro di cui parelavo era il tuo presente ed il 2servitore" che ho scritto era la tassa che pagheresti nel servire il futuro-futuro e non il presente. 14 febbraio 13.17
Massimo Mi stai dicendo che per te è giusto (senza giri di parole, ritengo "giusto" ciò che fai con quella "consapevolezza" che tanto vochi, senza trascendenze di alcun genere) considerare una singola circostanza fino a farla divenire, attraverso un processo semiotico "infinito", ragione universale e a ricondurla a quella famosa sintesi di passato, presente e futuro che annulla la tricotomia temporale riconducendola ad un solo punto, che non è altro che il proprio essere fuori e quindi più che mai dentro il tempo stesso? Mi spiace, ma stavolta non sei stato convincente (non che ti debba importare di esserlo!). Certo in linea di massima potrebbe essere accettabile: attraverso infiniti processi (mi chiedo poi come possa un essere umano, che si tratti di te, di me o di Leopardi, avere idea di qualcosa che corrisponda all'infinito) si può ricostruire un intero dipinto partendo da una pennellata, fondendo ciò che la tela è stata, cuò che è e ciò che potrà essere; ma, perdonami, ho i miei profondissimi dubbi che tu abbia davvero compiuto questi infiniti processi mentre esponevi ciò che per te è il MIO di dipinto. Rimango della mia idea, hai visto quella pennellata, non l'hai gradita (mettendoti nemmeno per un istante in discussione), hai compiuto FINITI (e quindi umani) processi attraverso i quali ti sei fatto un'idea (che a priori hai ritenuto giusta invece che accettabile) e non hai esitato a declamarla, con l'arroganza di chi usa l'indicativo invece del condizionale (arroganza che, permettimi, sto dimostrando anche io in questo momento per irrazionale contropartita emotiva). Potrei sbagliarmi, d'altronde non ti conosco nè pretendo di sapere di te più di ciò che, decifrando ciò che scrivi, posso creare attraverso la mia di certo non irreprensibile logica. 14 febbraio 15.08 (http://d3v1l87.spaces.live.com/) February 12 La canzone ke ti descrive...Ieri, parlando con Enirketto, mi sono reso conto che non avevo mai pensato a qualche canzone in particolare che mi descrivesse...forse perkè non può esistere qualcosa del genere, in quanto cambiamo talmente tante volte che non ci accorgiamo neanche delle nostre mutazioni...
Beh, in questo periodo c'è una sola canzone che mi viene in mente: Blow away, degli Staind...
STAIND - BLOW AWAY
Live in my head for just one day
i see myself andlook away the road is showing now on my face soon i'll disappear I'll disappear without a fucking trace Faces that i've seen turn old and grey i've lost too many freinds along the way memories i never thought would fade they fade and blow away... I wish that I could disappear unzip my skin and leave it here so i could be no one again and never let nobody, i'd let nobody i'd let nobody in! Faces that i've seen turn old and grey i've lost too many freinds along the way memories i never thought would fade they fade and blow away... So now the walls are closing in because in life you sink or swim sometimes these shoes don't feel right in my head feel like a book that can't be, a book that can't be, a book that can't be read! Faces that i've seen turn old and grey i've lost too many freinds along the way memories i never thought would fade they fade and blow away... February 08 On your own..."Sometimes You Can't Make It On Your Own"
Tough, you think you've got the stuff You're telling me and anyone You're hard enough You don't have to put up a fight You don't have to always be right Let me take some of the punches For you tonight Listen to me now I need to let you know You don't have to go it alone And it's you when I look in the mirror And it's you when I don't pick up the phone Sometimes you can't make it on your own We fight all the time You and I...that's alright We're the same soul I don't need...I don't need to hear you say That if we weren't so alike You'd like me a whole lot more Listen to me now I need to let you know You don't have to go it alone And it's you when I look in the mirror And it's you when I don't pick up the phone Sometimes you can't make it on your own I know that we don't talk I'm sick of it all Can - you - hear - me - when - I - Sing, you're the reason I sing You're the reason why the opera is in me... Where are we now? I've still got to let you know A house still doesn't make a home Don't leave me here alone... And it's you when I look in the mirror And it's you that makes it hard to let go Sometimes you can't make it on your own Sometimes you can't make it The best you can do is to fake it Sometimes you can't make it on your own TRADUZIONE
Forte, pensi di avere la stoffa
lo stai dicendo a me e a tutti gli altri sei dura abbastanza. Non devi metter su un litigio
non devi sempre aver ragione lasciami prendere qualche pugno per te stanotte Adesso ascoltami ho bisogno che tu sappia: non devi fare tutto da sola! E sei tu quando guardo lo specchio,
e sei tu quando non rispondo al telefono a volte non puoi farcela da sola. Combattiamo per tutto il tempo tu e io...va bene siamo la stessa anima Non ho bisogno...non ho bisogno di sentirti dire che se non fossimo stati così uguali ti sarei piaciuto parecchio di più . Adesso ascoltami ho bisogno che tu lo sappia: non devi fare tutto da sola! E sei tu quando guardo lo specchio,
e sei tu quando non rispondo al telefono a volte non puoi farcela da sola. Lo so che non parliamo, sono stufo di tutto questo Puoi - sentirmi - quando - canto, sei tu la ragione per cui io canto
tu sei la ragione per cui ho l'opera dentro di me... Dove siamo ora?? devo farti sapere che una casa non è un rifugio non lasciarmi qui da solo.... e sei tu quando guardo allo specchio e sei tu rendi difficile lasciar stare tutto a volte non puoi farcela da sola a volte non puoi farcela, al massimo puoi fingere a volte non ce la puoi fare da sola.. February 02 Voli pindarici...Ho appena finito di vedere uno spettacolo di Beppe Grillo a casa di Fabio...credo sia inutile argomentare sulla "giustezza" delle affermazioni del comico, sappiamo tutti che ciò che dice è vero e perfettamente condivisibile.
Il problema è che, purtroppo, non tutti abbiamo i giusti "motivi" per combattere contro tutta questa merda, non tutti riusciamo a mettere da parte la nostra egocentricità e a concentrarci per combattere una battaglia contro un mondo chiuso nell'eterea gabbia della collettività.
Facile parlare, difficile agire; inutile rintanarci nella stupida illusione di avere degli alibi per la nostra pigrizia...siamo assaliti dalla noia che noi stessi creiamo, completamente immersi nella ricerca di un attimo di "vacanza" mentale, senza riuscire a comprendere che la vera felicità sta nel vivere una vita lasciando a coloro che restano dopo di noi qualcosa di meglio.
Accecati dagli specchi del sesso, della bella vita, di una soddisfazione tanto momentanea quanto inutile, rimaniamo come bambini impauriti di fronte a quella realtà che continuiamo a sfasciare giorno per giorno. Dove possiamo trovare maggior spiritualità se non nel mondo reale, dove realizzarci se nn nella soddifazione dei bisogni altrui?
Siamo una società, non una massa di individui, ed in quanto società abbiamo il DOVERE di far stare meglio coloro che ci circondano, mettendo addirittura da parte noi stessi.
Sento già i dissensi: "ma come facciamo a stare bene se non pensiamo a noi stessi??".
Ma allora non mi state a sentire!
Se ognuno pensa agli altri, tutti staranno bene. Se si cerca la felicità nella propria piccola ed insignificante realtà, si va a sbattere contro il muro della ottusagine.
Pensateci un secondo: quali sono quei valori per i quali vale la pena vivere?
Amore.
Famiglia.
Amicizia.
Vi pare che anche solo uno di questi elementi possa prescindere dal rapporto con gli altri?
Non illudiamoci che usando la filosofia del "fotto e me ne fotto" si possa davvero raggiungere un risultato diverso dal degradante squallore di una vita priva di fiducia nel prossimo...è patetico colui che mette il proprio guadagno davanti a tutto il resto.
Non fatevi ingannare da un mondo in cui sembra valere la legge del più forte. Lo stesso leone ha BISOGNO della gazzella per sopravvivere, la qual gazzella è in qualche modo salvatrice prima ancora che preda. Iniziamo a vedere coloro che ci circondano come possibili salvatori, trattiamoli come tali, rendiamoli la nostra unica ragione di vita, la nostra unica ancora di salvezza nell'oceano della insoddisfazione. Senza "gli altri" non sapremmo nemmeno di esistere.
Lasciatemi sognare un mondo in cui la norma è formata da una miriade di differenze, che non entrino in contrasto fra loro, ma che formino un tessuto organico...perchè non sognare?
In fondo la materia dei sogni è la stessa realtà, e noi abbiamo i MEZZI per far coincidere le due cose.
Il nostro pensiero, la nostra ragione, i nostri atti...blog come quello in cui sto scrivendo, parole come quelle che sto usando...dovrebbero essere tutti finalizzati a raggiungere lo stesso obbiettivo. |
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