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    May 22

    =P

    Mi dispiace se vi sono sembrato uno che si sforza per essere originale.
    Mi dispiace se vi sono sembrato uno che pensa che gli altri siano "inferiori".
    Mi dispiace se ho dato l'idea di essere uno che non riesce ad accettare la propria condizione e che fa di tutto per cambiarla.
    Ma quello che mi dispiace di più è se qualcuno di voi ha pensato per davvero ad almeno una delle cose che ho appena scritto.
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    ...chi vuole capire capisca! =P
    May 16

    Essere cinici nell'era della Coca Cola...

    Odio i film troppo cinici...cioè, mi piace quando le situazioni sono paradossalmente possibili, mi piace vedere sulla pellicola una proiezione della vita reale, con i suoi lati positivi e negativi, ma quando un film esagera, quando un genio ai livelli di Woody Allen delude con un film come Match Point allora...beh, si rimane senza parole.
    Quello che continuo a chiedermi è: si può oggi come oggi credere REALMENTE che gran parte della nostra vita sia affidata al caso?
    Ma non ce la faccio a crederci! Cioè:è scientificamente provato che esiste la magia, succedono ogni giorno cose straordinarie, come la nascita di un fiore sull'asfalto o della grandine in piena estate, rane che piovono dal cielo, onde che invadono intere città...e tutto questo, secondo gli scienziati (o secondo quelli che non sanno osservare) non è altro che opera del caso!?
    Cazzo, io direi a quelli che pensano che l'unica realtà è quella osservabile di uscirsene un po' fuori dai propri schemi, di vivere un po' invece di osservare la vita.
    Forse in questo modo si potranno accorgere che l'uomo, in qualunque situazione si trovi, è sempre nel luogo giusto al momento giusto, e che non c'è possibilità che ci si sbagli se crediamo davvero che i nostri siano sempre i posti giusti nei momenti giusti.
    'Notte!
     
    May 15

    La vita

    Sono appena tornato a casa, dopo una serata moscetta ma passata in compagnia di coloro a cui piace la mia compagnia.
    Tornando in camera ho trovato mia sorella ed il fidanzata che guardavano la fine di Elizabethtown.
    Le ultime parole mi sono rimaste, anche se non riesco a coglierne il significato:
    "i salmoni del pacifico sono in grado di nuotare controcorrente per centinaia di miglia per un unico scopo: il sesso, certo...ma anche...LA VITA".
    Ho iniziato a pensare...in fondo la vita cos'è?
    Un viaggio controcorrente?
    Un "dono" che non deve essere "spiegato"?
    No, io non credo in queste cose.
    Per me la vita non è una lotta, nè un infusione divina.
    Credo che per me tutto questo, tutte le emozioni, i brividi, gli spasmi non siano altro che un gioco, in cui quello che si diverte di più vince.
    Non sono semplicistico: alla fine cos'è il dolore se non un'interruzione di divertimento. Cos'è l'amore se non un esasperazione del gioco? La mia visione della vita ha il suo punto di forza nella bellezza: questa, appunto, è un espressione della voglia di far divertire chi gioca, cioè noi tutti.
    Sono sicuro che alla fine di tutto, quando tutto il resto non conterà più e saremo soli con noi stessi, riusciremo ad accettare la nostra condizione solo se, guardando indietro, metteremo i nostri momenti di felicità al di sopra di quelli di dolore.
    'Notte!
    May 10

    I muri...

    No, io non sono così.

    Non voglio fare il buonista o perdermi tra luoghi comuni, frasi riciclate e facili morali, non voglio essere uno di quelli che pensano che ciò che è vero sia REALMENTE vero.

    Non mi interessa parlare dei significati storici e sociologici che il muro ha avuto nei “secoli dei secoli”: voglio solamente fare un piccolo excursus sulle persone, sulla massa di sconosciuti che continuamente ci passa a pochi centimetri di distanza, ma che allo stesso tempo sentiamo tanto distante.

    Ho sempre pensato che ci sia una sorta di contatto tra tutti gli esseri umani, una specie di metafisica energia che scorre sempre attraverso tutti noi facendoci, ad esempio, voltare quando ci sentiamo osservati o, magari, innamorarci a prima vista.

    Perché, allora, le stesse persone con le quali abbiamo questo legame ci sembrano tanto lontane?

    Perché a volte ci sentiamo così soli, incompresi ed “incomprensibili”?

    Vi chiederete cosa c’entrano i muri con tutto questo…

    Beh, semplicemente perché si tratta di un muro…quello che ognuno ha dentro, intendo.

    Siamo continuamente bombardati da ritmi frenetici, da stupide eticità e da profonde superficialità (scusate l’ossimoro), da spot che ci dicono come comportarci e da persone che si comportano come vogliono gli spot.

    Siamo ossessionati dalle nostre scritte sui muri, senza renderci mai conto che alla fine i muri li scriviamo proprio noi.

    Ci costruiamo attorno straordinarie impalcature solo per avere l’illusione di essere in qualche modo protetti, quando poi alla fine gli unici di cui dobbiamo avere davvero paura siamo noi stessi; scriviamo su questi muri come ci dobbiamo comportare, cosa dobbiamo dire, perché dobbiamo svegliarci la mattina; li usiamo per ricordarci perché il cielo è più bello in estate, perché vogliamo bene alle nostre madri, perché ci piace la bionda piuttosto che la mora.

    Queste strutture fanno talmente parte di noi che ormai non ce ne accorgiamo neanche più: disegniamo su di esse con i nostri pennarelli mentali ciò che per noi è il mare, ciò che per noi è il sesso, l’amore, l’odio, la fragilità; continuiamo ad abbellirle, a credere che un po’ di luce artificiale al loro interno possa sostituire il sole che fuori brucia nei nostri occhi, che un “lume” possa sostituire un sentimento.

    Così, mentre tutti continuano a camminare, a portare avanti le proprie vite, dentro sé stesso ognuno sa che se solo un singolo mattone di quel maledetto muro, per un singolo stramaledetto secondo cedesse, egli rimarrebbe completamente nudo davanti all’incredibile splendore del mondo.

    Ci rintaniamo nella nostra stabilità emotiva credendo che la staticità sia più importante del divenire, credendo di bastare a noi stessi, e che il mondo non sia altro che qualcosa di materiale.

    Ragione…è così che molti potrebbero definire queste barriere. In effetti è la ragione che in qualche modo ci limita, che ci separa dalla bellezza autentica, da quell’ineffabile sensazione che si scatena dentro di noi quando meno ce lo aspettiamo, ma che in realtà ci dà la spinta per andare avanti.

    Vi siete mai svegliati, in una qualunque mattina d'estate, con i primi raggi del sole che vi accarezzano gli occhi con il loro tocco dolce, tiepido, rosa?

    E’ una strana sensazione, ti senti come se in quel momento tu sia sopraffatto da una forza nuova, che brucia dentro e che fa lacrimare, di quelle lacrime che sgorgano direttamente dall’anima.

    Beh, secondo me quello è uno dei rari momenti in cui, colti alla sprovvista, ci si dimentica di alzare il muro; in cui vediamo il sole non come DEVE essere, ma come in realtà E’.

    Dura solo qualche attimo, ma in quei pochi decimi di secondo che separano gli impulsi visivi dalla ragione rimaniamo emotivamente accecati per ore.

    Forse, in realtà, queste barriere sono l’unica cosa che ci separa dalla vera perfezione.

    Se riusciamo ad ignorarle anche solo in parte il mondo diventa una continua scoperta, e non esiste dolore, né tristezza; solo sorpresa.

    La sorpresa di osservare coloro che ci stanno intorno, di non distogliere lo sguardo quando questo è ricambiato da qualcuno che non conosci, di guardare qualcuno che invece conosci da una vita e trovare nel suo volto qualcosa di nuovo.

    In questo modo, aprendoci completamente alle esperienze, ne facciamo rimanere il ricordo senza però scriverne sul proprio muro i riscontri morali, che spesso fanno più male che bene.

    Alla fine la vita si riduce a questo…abbattere questa barriera mattone dopo mattone, far entrare il mondo dentro di te in modo da poterti sentire tu stesso il mondo, senza aver più bisogno di disegnare sul muro della ragione ciò che tu stesso sei.

    Fare tante esperienze diverse, in modo che non valga più la biunivocità del giusto o sbagliato, e che tutto si riduca ad un unico, grande spirito.

    E quando toglieremo anche l’ultimo di quei mattoni, quando riusciremo a diventare un tutt uno con questo spirito…beh, forse allora saremo arrivati alla fine di questo nostro splendido viaggio.

    and so it is...

    Quindi...qual è la risposta, è ciò che continuo a chiedermi...
    Che stiamo cercando?